Considerazioni su: 24 Preludi di Manuel Ponce

Il preludio XVIII secondo la revisione Alcazar in realtà è il 24°

Nel post precedente ho introdotto i 24 Preludi di Manuel Ponce che fanno parte del programma che intendo incidere nel prossimo CD. Ringrazio il maestro Angelo Gilardino per avermi fornito copia del manoscritto di Città del Messico di tale pezzo. A seguito di ciò, ho dovuto fare le mie personali valutazioni che riguardano vari aspetti. L’ordine di sequenza annotato dallo stesso Ponce non rispetta il circolo delle quinte come nella pubblicazione di Alcazar. Ho notato che la sequenza originale dei preludi (che comunque rispetta l’abbinamento maggiore-minore) è secondo me altrettanto efficace per cui, ho deciso nell’esecuzione di rispettare le indicazioni del compositore. Per quanto riguarda i preludi che sono stati aggiunti (trascrizione dal pianoforte), in sostituzione di quelli presunti (III/VI – Alcazar)  ma non ritrovati (non c’è prova che siano mai esistiti), penso di mantenerli comunque. Il manoscritto appare come una semplice bozza, priva di tutte quelle indicazioni che sarebbero necessarie perché possa essere consegnato per la pubblicazione. Essendo un lavoro commissionato da Andrés Segovia, che aveva richiesto al compositore una serie di pezzi da utilizzare a scopo didattico, possiamo immaginare che questa fosse la stesura che attendeva l’approvazione-revisione del chitarrista. Sappiamo che Segovia ne giudicò soltanto 12 degni di pubblicazione (editi dalla Schott), cambiando per alcuni tonalità di impianto. In effetti questi preludi non sono tutti allo stesso livello di inventiva, ispirazione, come la si vuol chiamare. Ma questo è poco importante perché rispettano tutti il fine didattico con il quale sono stati concepiti. La cosa interessante è che sono tutti perfettamente eseguibili nella tonalità originale per cui la presenza di questo manoscritto e la più recente pubblicazione rendono obsoleta la scelta-revisione di Segovia. E’ comprensibile la voglia dei giovani interpreti, che hanno subito di riflesso l’influenza segoviana oppure che non ne sono stati affatto toccati (penso di appartenere a questi ultimi) di riscattare la musica per chitarra da quella cultura autoreferenziale che spesso ne ha affossato il valore.

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