Seoul: concerti e masterclass

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Mi sono ripreso? Non so. Come mi avevano preannunciato il Jet-Leg quando si viaggia verso oriente è davvero duro. 8 ore di differenza che mi hanno buttato giù! Ma almeno la prossima volta saprò quello che mi aspetta. In soli 6-7 giorni non si può immaginare di cambiare il proprio ciclo metabolico. Mangiare spaghetti coreani e latte alla banana per colazione alle 2 di notte, secondo l’orologio interno, non è il massimo..

Questo viaggio in Corea è stata una bellissima esperienza. Come si suol dire, non ero mai stato così lontano da casa.. e l’ambiente cambia decisamente dopo 12 ore di volo, specialmente verso est!

I due concerti sono andati bene, alla gente è piaciuto molto, almeno applaudivano, chiedevano bis (concessi!) e autografi a fiumi. A proposito a Seoul il momento degli autografi è sacrosanto. Subito dopo il concerto fanno sedere l’artista dietro un tavolo per firmare i programmi, i CD etc.. Non pensavo troppo a quel momento, me ne ero dimenticato a dire la verità. Ma incontrare il pubblico mi ha davvero emozionato molto. Forse qualcuno non mi crederà ma ho firmato almeno 70 autografi al mio primo concerto a Seoul, c’era la fila! La sala: stupefacente! Si tratta del Ceramic Concert Hall: l’unica sala da concerto al mondo interamente in ceramica. Ma non immaginate superfici tipo quelle di un bagno. Si tratta invece di una vera opera d’arte: in ogni centimetro migliaia di ore di lavoro! L’acustica è fantastica, il suono è sostenuto in maniera non comune, il che va a bracceto con la chitarra. Il secondo concerto è andato, senza dubbio, meglio ancora…

La masterclass. Ho fatto lezione a 2 ragazzi dell’Accademia ed ad 1 più piccolo. Erano davvero molto preparati: è solo in queste cose che apprezzo la globalizazione! Il piccolo è davvero un genio: suona da soli 11 mesi, ma ha in repertorio pezzi da concerto come la Catedral di Barrios che riesce ad eseguire a velocità incredibili. Non che consideri quest’ultima cosa un valore, intendiamoci, ma è stato davvero impressionante osservarlo.

Ho trovato tanti amici ad aspettarmi e coccolarmi in tutti i modi. Ho mangiato i cibi più buoni e ricevuto applausi per il mio virtuosismo con le bacchette! (non ho catturato la mosca però ..non ancora!).

Insomma a parte il fatto che al ritorno non sopportavo più di stare in aereo.. tutto è andato perfettamente e spero tanto di ritornare ancora per ritrovare quei luoghi, quegli amici e sviluppare ulteriormente la mia passione per il “pulgogi”.

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