Insonnia ispanica

Stanotte non riuscivo a dormire, così ho deciso di ascoltare un pò di musica in cuffia.
Ho ascoltato due CD. Il primo è questo:
 
 
Andrés Segovia che suona musiche di Bach in registrazioni del 1927, 1928, 1935 e 1947. Alcuni dei brani sono ripetuti nel CD in un’incisione a 20 anni di distanza, facendo confrontare le due interpretazioni. Un reperto interessante dal punto di vista storico. Ma, mi dispiace dirlo, assolutamente non formativo dal punta di vista musicale. Per cui ne consiglierei l’ascolto al musicologo ma non allo studente di musica.
Come definire queste interpretazioni di Segovia? Difficile! Direi "scappante". Soprattutto nelle incisioni del primo periodo. Certo qualcuno potrebbe dire che una volta incidere un disco era un altro paio di maniche! Certo, ma io non voglio criticare, le sbavature, le imperfezioni tecniche. Mi sembra proprio che manchi la base, i fondamenti musicali. In primo luogo, il ritmo è, forse, la mancanza più grave. Il trattamento del ritmo in Bach ha un’importanza fondamentale. Manca la base! Qualcun’altro potrebbe dire: "è un’interpretazione romantica!". Ma che vuol dire interpretazione romantica? Il rubato, la scelta del suono, il vibrato? Il "rubato segoviano" sembra più il frutto di un "assecondare la personale emotività", piuttosto che una ragionata e calibrata analisi di una possibile agogica musicale.
Da questo punto di vista, i pezzi registrati nel 1947 sembrano più equilibrati, risultato, evidentemente, di una raggiunta, maggiore maturità musicale. Ma in definitiva, per quanto mi riguarda, insoddisfacenti. Sono sicuro che se qualche segoviano leggesse questo intervento volentieri mi accoltellerebbe alla gola!
 
Il secondo CD che ho ascoltato stanotte è il seguente.
 
 
Arturo Tallini ed Ada Montellanico – ZORONGO. Questo CD l’ho ascoltato più volte nel corso degli anni. Non soltanto per una semplice questione affettiva: Tallini è stato uno dei miei maestri e questo CD, che mi fu regalato da lui, reca una bellissima dedica scritta di suo pugno al sottoscritto. Questo è un bel disco!
Il sottotitolo dice: OMAGGIO A GARCIA LORCA. Possiamo ascoltare "Le 10 Canciones Populares Espanolas" per voce e pianoforte in originale, ma riadattate e ottimamente rinvigorite per chitarra dallo stesso Tallini. Insieme, Arturo Tallini ed Ada Montellanico, voce del jazz fresca ed intensa, danno una prova di interpretazione vitale ed interessante, nuovo splendore a questi brani molto conosciuti ed eseguiti normalmente da cantanti liriche.
Proseguendo nell’ascolto troviamo "El Polifemo de Oro" di Reginald Smith-Brindle, compositore inglese all’epoca dell’incisione (2001) ancora vivente, passato a miglior vita nel 2003. E’ un pezzo per sola chitarra in 4 tempi. Arturo dà il meglio di sè regalandoci un’interpretazione ricca di colori, un mondo sonoro profondamente esplorato. Bravo 1000 volte!
L’ultimo brano è Deseo (da una poesia di Lorca) per voce e chitarra. Pezzo scritto da Stefania Tallini, compositrice e jazzista nonché sorella di uno degli interpreti. Veramente non ci poteva essere conclusione migliore. Il brano, trattato jazzisticamente, talmente incontra il mio gusto personale da farmi desiderare di suonarlo!
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