Manuel Maria Ponce

ponce

My Degree Thesis, writed in Venezia (2005), examines the figure of the mexican composer Manuel Maria Ponce and two of his beautiful pieces for guitar. The next year, 2008, will be the sixtyth anniversary of the composer’s death. He is particularly important for the literature of the guitar. In fact, he writes some of the most famous pieces of the XX century for this instrument. The title of the thesis is (translated from the italian):

“The mexican composer Manuel Maria Ponce. Genesis and aestetics of two opuses for solo guitar: the “Suite en la mineur” and the “Variations sur “Folia de España” et Fugue”

“Il compositore messicano Manuel Maria Ponce. Genesi ed estetica di due opere per chitarra sola: la “Suite en la mineur” e le “Variations sur >>Folia de España<< et Fugue”

The work is in italian but, if someone is interested, I could translate it in english (Contact page). This is the introduction:

1. Introduzione

La figura di Manuel Ponce riveste un carattere di centralità, per quanto riguarda la storia della chitarra del novecento. L’incontro con il celeberrimo chitarrista spagnolo Andrès Segovia[1] fu una vera e propria rivelazione delle potenzialità musicali, espressive e tecniche della chitarra. Inoltre, per il giovane compositore fu anche l’occasione di poter affacciarsi sulla scena internazionale, grazie alle esecuzioni delle proprie opere da parte del famoso interprete. Sappiamo, infatti, che molti compositori inviavano le loro opere per chitarra a Segovia, nella speranza che egli potesse eseguirle in pubblico, almeno una volta. Segovia, negli ultimi anni della sua vita, si vantò, a ragione, di aver pienamente soddisfatto il suo proponimento di creare un nuovo repertorio per chitarra. I pezzi che egli scelse e considerò degni di essere eseguiti in pubblico furono composti da autori che, proveniendo dalla sua stessa area stilistica, ne condivisero l’estetica. La carismatica figura di Segovia, con il suo inconfondibile suono, non solo affascinò il pubblico, delle più prestigiose sale da concerto nel mondo, ma ebbe il potere di ispirare notevolmente i compositori.[2] E’ questo il caso, citando alcuni fra i più famosi, di Federico Moreno Torroba, Heitor Villa-Lobos, Joaquìn Turina, Mario Castelnuovo-Tedesco, Joaquìn Rodrigo, Alexandre Tansman e Manuel Ponce, naturalmente.

Il presente scritto esaminerà, brevemente, la figura di Manuel Ponce; considererà le circostanze, nelle quali sono state concepite le due opere in oggetto; inquadrerà, storicamente la musica della follia, nelle sue modificazioni, offrendo, così, al lettore, la possibilità di poter riscontrare, autonomamente, analogie con il materiale dal quale l’autore potrebbe aver attinto, per la composizione delle sue Variations et Fugue.


[1] Ponce conobbe Segovia in Messico, nel 1923. In quell’occasione nacque, fra i due, un reciproco interesse ed un’amicizia che durò tutta la vita. Il primo pezzo per chitarra che Ponce compose fu, proprio nel 1923, la Sonata Mexicana, basata su temi del folclore messicano. [2] Il compositore fiorentino Mario Castelnuovo-Tedesco (1895-1968) ebbe a dire: “Io non sono un chitarrista (…) ma come compositore annovero la chitarra tra i miei strumenti preferiti fin dal lontano 1932, quando Segovia mi chiese di scrivere un pezzo per lui. Malgrado gli avessi risposto di non avere la più pallida idea di come si scrivesse per chitarra, Segovia volle scrivermene su un fogliettino l’accordatura inviandomi poi come esemplificazioni le Variazioni su un tema di Mozart di Sor e le Variazioni su la “Folia d’España” di Ponce. Seguendo tali esempi scrissi anch’io un brano (…) Oggi la mia produzione chitarristica supera in quantità e forse in qualità quella scritta per il mio proprio strumento, il pianoforte. Come il pianoforte era stato il confidente dei miei giovani anni, ora lo è la chitarra: essa, proprio per le sue cosiddette limitazioni di carattere tecnico, più si presta ad espressioni intime e semplificate. Le limitazioni cui alludo sono del resto relative poiché infinite sono nella chitarra le possibilità di colore, di espressione ritmica, lineare e persino polifonica”. Alvaro Company in: La chitarra. Storia, mito e immagini. Aa. Vv. Milano, Fabbri Editori, 1987, pag. 8.

An important section of my thesis is a table of the corrections of more errors in the only edition in commerce (Schott) -because the original was distroyed- of the Variation and Fugue on the “Folia de Espana”. The <table> consists of 36 sections:

4.6 Errori contenuti nell’edizione della Schott

Il manoscritto originale di questa composizione, purtroppo, è stato perduto[1], per cui la segnalazione degli errori, non deriva da un confronto con l’originale. Gli errori riguardano: note sbagliate o mancanti oppure che, per come sono scritte, non rispettano il proprio ruolo all’interno della polifonia.[2]

Tabella 2 – Errori contenuti nell’edizione della Schott.

<table>

Le correzioni proposte dallo scrivente, pur essendo in taluni casi opinabili, hanno lo scopo di attirare l’attenzione su quelle incoerenze testuali presenti, nell’unica edizione in commercio.


[1] Segovia, com’è noto, nel 1939 perse in un incendio la sua biblioteca musicale.

[2] Alcuni degli errori si evidenziano immediatamente grazie all’incoerenza fra il testo e la diteggiatura di Segovia.

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